Cosa Faccio

Interventi di riorganizzazione mirata al Self Management

La tradizionale piramide organizzativa, nel tentativo di costituire una struttura di controllo minuzioso in un contesto in cui il futuro possa essere previsto, si dota di un apparato di persone (i manager) che declinano in modalità top down obiettivi e compiti imponendo deliverable e tempi e tracciando scostamenti dalle previsioni. Le maggiori esigenze di responsività dell’azienda moderna stanno rendendo questo paradigma organizzativo obosoleto, in quanto nella dinamicità dell’agone competitivo l’azienda non può permettersi che una buona fetta delle proprie persone, e soprattutto alcune tra le più talentuose passino le loro giornate a svolgere un mix di attività di:

  • Ragioneria: nel tener traccia di previsioni e scostamento di queste dalla realtà.
  • Psicologia: nel gestire la sensazione di scollamento dei sottoposti o nell’illuderli che tutti loro possano prima o poi “fare carriera”
  • Imbellettamento, filtrazione se non addirittura occultamento d’informazioni: nel tentativo di competere coi propri pari per conquistare i limitati slot di riconoscimento da parte dei superiori.
  • Reciproca competizione nel tentativo di  conquistare l’attenzione dei proprio superiori

 

Il problema non sono i manager!  Parliamo quasi sempre di individui brillanti, ereditieri di un passato glorioso  in virtù di meriti tecnici, di vendita, di marketing che li hanno portati a farsi strada in azienda, e che ora vediamo  spesso ridotti a meri battitori di tempi, esperti navigatori di riunioni in cui l’obiettivo è la sopravvivenza  cercando abilmente consenso e buy-in tramite doti dialettiche e di carisma. I manager sono poi  persone con  forte esperienza di dominio pregressa, a volte promosse forzatamente  ad occupare ruoli di gestione che non sanno e non amano ricoprire, al solo fine di vedersi riconosciuti i meriti precedenti, meriti  paradossalmente basati su  qualità che sono state probabilmente sottratte all’organizzazione per sempre. E’ stato inftti rilevato come nello scalare la piramide gerarchica i manager siano sempre meno esposti alle nuove idee e tendano a riporre fiducia in modi d’operare di cui hanno avuto prova d’efficacia nel passato.

Il problema, ripeto, non sono le persone, ma l’organizzazione stessa, scollata nelle sue formule e nei suoi paradigmi da una realtà che è ormai ampiamente mutata. Se la piramide organizzativa ha ancora senso nelle forze armate, negli istituzioni religiose, e nelle istituzioni politiche essa è ormai  superata in ogni contesto di mercato, e comunque caratterizzato da un ambiente in continua mutazione.

Abbiamo ora a disposizione nuove “tecnologie sociali” d’interazione, nuovi modi di interpretare l’organizzazione come un organismo vivente, dotato, si, di gerarchia, ma di una gerarchia di contenimento di ruoli e obiettivi, invece che di una gerarchia di controllo tra persone. Abbiamo gli strumenti per instaurare processi decisionali agili, che integrano razionalmente le obiezioni senza ricorrere a formule di buy-in politico e di consenso. Tutto questo esiste ed è racchiuso nella sfera di pratiche che va correntemente sotto il nome di Self Management.

Ogni organizzazione che tenga al proprio futuro, sia essa votata o meno, ad obiettivi di profitto, ha il dovere di abbracciare oggi questi nuovi paradigmi prima che essi diventino per i propri competitor un elemento di vantaggio competitivo per lei incolmabile.

Per fare questo è necessario intraprendere un cammino di graduale evoluzione che può essere, quello si,  progettato e armonizzato rispetto a quelli che sono i valori e gli obiettivi connaturati all’organizzazione stessa.

Questa è la direzione in cui va il mio supporto, basato su un costante monitoraggio ed approfondimento delle più moderne tecniche organizzative di self management e dei più moderni strumenti tecnologici e di comunicazione che le supportano.

Per ulteriori dettagli sui format con cui offro il mio aiuto consulta la home page nella sezione “Cosa Offro”

 

Personal Productivity Improvement

Una corretta gestione e prioritizzazione  dei task personali è  sinergica all’adozione dei nuovi framework organizzativi, i quali, decentralizzando l’autorità, realizzano automaticamente il tanto enfatizzato “empowerment” , concetto cui la consulenza tradizionale tenta erroneamente di legare ad aspetti di progresso culturale dell’organizzazione, e che ha invece come prerequisito un effettivo trasferimento formale d’autorità. Maggiore autorità richiede migliore organizzazione anche a livello personale a causa dei seguenti fattori:

  1. La velocità sempre maggiore a cui le informazioni vengono prodotte e ci vengono messe a disposizione
  2. La numerosità sempre crescente dei canali di comunicazione che le veicolano (social, cellulare, media digitali)
  3. la sempre crescente frequenza giornaliera delle interazioni cui siamo sottoposti
  4. La necessità di saper prendere decisioni informate a qualunque livello d’importanza del proprio ruolo nell’organizzazione

Vi sono tecniche e strumenti di organizzazione delle proprie attività che permettono di indirizzare queste criticità e di alleggerire il “peso mentale” e la “sensazione di disordine” a cui siamo giornalmente sottoposti.

Ed in questa direzione si muove il mio corso di produttività personale.

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