Cos’è Holacracy

Holacracy è un nuovo modello open source di management  che trasforma la struttura organizzativa statica cui siamo abituati in una struttura dinamica che garantisce chiarezza e continuo aggiornamento di ruoli e responsabilità. Una struttura auto-adattiva che può essere modificata in real-time man mano che nuove opportunità e sfide si palesano all’orizzonte, permettendo alla tua organizzazione di evolvere alla stessa velocità a cui si evolve il contesto in cui opera. Per favorire evoluzione e responsività , Holacracy si dota di una struttura senza titoli altisonanti o figure di puro coordinamento in cui il potere è distribuito in modo chiaro e significativo tra i ruoli  deputati a svolgere attività continuative per conto dell’organizzazione stessa.

Holacracy non è il primo, nè tantomeno l’unico modello di auto-organizzazione esistente. Aziende come  Valve, Spotify, and MorningStar hanno tutte adottatto modelli di self-management con risultati strabilianti.  Non deve quindi sorprendere che aziende più agili, auto-organizzate, siano più  produttive ed in ultima analisi,  profittevoli .

In cosa Holacracy differisce dagli altri approcci al self management?

La differenza tra Holacracy e altri paradigmi  sta nel fatto che Holacracy è  un set di regole decisionali e d’intrazione calabile in qualunque settore di mercato e non vincolato a, nè tantomeno studiato per, funzionare solo in particolari domìni di business. Il libro di Laloux raccoglie una pletora di esempi interessanti, una serie di conclusioni comuni istanziate in specifiche pratiche organizzative partorite da imprenditori illuminati. Tuttavia si tratta pur sempre di un campionario di risultati specifici  più che di metodi generalizzati per ottenerli. Laloux ha sostanzialmente intervistato una serie di campioni dell’organizzazione i quali hanno progettato ognuno nel suo settore una forma organizzativa specifica per servire una particolare cultura, dimensione, offerta di prodotto etc etc. Laloux ha però inserito tra questi “campioni” anche Brian Robertson, il creatore di holacracy,  e non a torto.
Holacracy è infatti un insieme di strumenti e regole utilizzabili in modalità “chiavi in mano” per plasmare l’ organizzazione in modo reattivo, e continuare ad evolverla prescindendo dai personalismi, pur estraendo da tutti i suoi attori il meglio dei contributi che essi sono in grado di fornire. Nell’universo delle possibili forme organizzative adottabili da un’azienda, caratterizzata da proprie dimensioni specifiche (numero membri, mercato, età, professionalità,dislocazione geografica delle sedi, livello di digital awareness), è impossibile definire ex-ante quale sia il modello ideale, e se ne esiste uno non è sicuramente uguale per tutte, tuttavia la ricerca di tale modello ideale comporta sacrifici, iterazioni, approcci di trial & error, ed è per questo motivo che la maggior parte delle aziende (all’esclusione delle poche che hanno un loro interno uno Steve Jobs, un Sergei Brin, o un Ricardo Semler) non abbandona mai la gerarchia piramidale. Oggi abbiamo a disposizione un framework, o meglio un metamodello organizzativo, che non solo è superiore all’approccio organizzativo tradizionale in ogni campo,  ma è anche evolutivo, essendo frutto di aggiustamenti co-prodotti da una community di aziende che lo adotta, e si automigliora costantemente.