Al CEO/Founder dubbioso…

E’ ragionevole accogliere con diffidenza elementi di forte rottura col passato, per di più in un campo, quello dell’organizzazione,  in cui un solo paradigma ha regnato sostanzialmente indisturbato per millenni dimostrando stabilità granitica: la piramide gerarchica.

Eppure oggi più che mai le dinamiche di quel paradigma stridono con la velocità del mondo che ci circonda, e tu che occupi una posizione chiave, o che hai addirittura dato origine ad una attività imprenditoriale cresciuta negli anni, oggi, molto probabilmente,  sei costretto a fronteggiare problemi di questo tipo:

  • Ti senti il collo di bottiglia di molte decisioni quando vorresti che ci fosse più autonomia in azienda
  • Ti ritrovi a lavorare senza sosta, quanto speravi invece di riuscire a scalare orizzontalmente le attività e tenere per te solo  lo stretto necessario
  •  Ti sei trasformato in una sorta di contabile/esperto di diritto del lavoro/risolutore di conflitti personali/fiscalista/esperto di finanza… Quando avresti preferito poter svolgere ancora molto del lavoro creativo che ti aveva appassionato nell’intraprendere l’avventura che ha dato origine alla tua azienda.

Se poi la tua azienda supera il centinaio di  dipendenti probabilmente a quei problemi se ne aggiungono di ancora più gravi, e legati alla numerosità di livelli gerarchici che filtrano/ distorcono/ ritardano informazioni in arrivo a te e successivi effetti e qualità delle decisioni che prendi di conseguenza.

Il tutto condito da bias personali di ogni tipo, che aggravano la situazione creando una vera e propria struttura organizzativa implicita che si sostituisce a quella esplicita, come raffigurato scherzosamente (ma nemmeno troppo) dall’immagine seguente.


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Il problema non sei tu! Nè sono i manager che lavorano per te, nè tantomeno i dipendenti che svolgono le loro mansioni ai “confini” dell’organizzazione. Il problema è che siete  tutti immersi in un meccanismo organizzativo che non è ulteriormente perfettibile e non è in grado di accompagnarvi in una realtà sempre più dinamica e reattiva. Ma una forma di disruptive innovation  sta finalmente riguardando anche l’organizzazione aziendale, cosi’ come in passato ha toccato in molte forme ambiti di tecnologia, prodotto, e informazione, e sappiamo quale è stato, nel lungo periodo, il destino delle alle aziende che non hanno adottato queste innovazioni distruttive quando esse si sono palesate…. (si pensi al passaggio dalla carrozza all’auto a motore, dal mainframe al microcomputer, dalla fotografia analogica a quella digitale)

Questo breve video di Brian Robertson esprime, a mio avviso con parole azzeccate, la sostanza della questione:

 

“Abbiamo bisogno di organizzazioni più responsive, se non fai il salto nella “disruption organizzativa” sarà lei a trovarti….” – Brian Robertson, creatore di Holacracy